le luci della notte




Le luci esplodevano in mille colori.

Divenivano soffuse, trasportate dalla nebbiolina profumata che fuoriusciva dai tubi di metallo posizionati sul soffitto della discoteca.

La musica rimbombava cupa, bassa e incalzante, un perfetto mix di ritmi techno e underground.

Tra i fasci di luce azzurra, gialla e rossastra che fendevano l'aria, s'intravedeva, di tanto in tanto, qualche bicchiere che veniva sollevato in aria. Quella notte si festeggiavano con un brindisi numerose occasioni speciali e più semplicemente era un buon metodo per procurarsi ulteriori, piacevoli sbornie.

La discoteca era gremita di gente, la maggior parte erano persone, a detta di molti, famose, appartenenti al mondo dello spettacolo. Personaggi del cinema, della televisione e dello sport non avevano certo potuto mancare a quell'appuntamento. la notte di Capodanno all'Absolute di Los Angeles. un doveroso "aperitivo" che preludeva al consueto "after-hour" sulla spiaggia.

Le ore trascorsero rapide ed eccitanti. Forse per un osservatore esterno, non abituato all'eccesso e all'eccentricità di quel luogo, tutto poteva risultare esagerato, monotono e incolore, ma certamente non per coloro che avevano bevuto almeno una buona dose di cocktail o ingerito qualche sostanza particolarmente. stimolante.

Dopotutto eccedere in quell'occasione. era la norma.

L'intera discoteca sembrava un'enorme onda in movimento, che danzava al ritmo dei sound più trendy provenienti dai locali della Grande Male. I dj newyorkesi facevano da padroni quella notte. Tutta la Los Angeles che contava era riunita là dentro. Tutta la Los Angeles che contava. era in delirio.

Splendide ragazze di ogni razza e carnagione volteggiavano come angeli sui cubi che sovrastavano l'enorme pista da ballo. Il resto della gente si divertiva senza pensare a nulla. dimenticava i personaggi e le luci del set se si trattava di attori, o trasgrediva dalla ferrea disciplina sportiva se si trattava di atleti.

Donne con uomini, donne con donne, uomini con uomini. tutti si perdevano nel ritmo incalzante e profondo della notte, come in una splendida, futuristica Babilonia.



Improvvisamente la musica cambiò completamente.

Il ritmo ossessivo del martello pneumatico fu sostituito da una lenta, romantica e inaspettata ballata anni '80.

"Hey, imbecille, ma che fai?"

"E dai, Jared, concedimi questo ballo!"

"Sei ubriaco, cretino!"

"Sarò anche ubriaco, ma è da più di un'ora che mi stai appiccicato! Allora, vuoi ballare con me o no?"

Il ragazzo più giovane non rispose, si limitò a ridere e ridere ancora, lasciandosi avvinghiare dalle braccia del collega.

Finirono l'uno stretto all'altro. Petto contro petto, guancia contro guancia. i loro respiri affannosi, dovuti al movimento e al calore dei loro corpi, tenuti a fatica sotto controllo.

Dopo numerosi e scherzosi approcci, finalmente erano riusciti ad abbracciarsi e a lasciarsi andare alla musica. Inizialmente entrambi erano tesi, si parlottavano nell'orecchio, prendendosi in giro, finché il silenzio si sostituì alle parole e la tensione nei loro corpi lasciò spazio al rilassamento.

Rimasero così a lungo, chiusero entrambi gli occhi, come a volersi gustare quell'istante nel modo migliore possibile.

Non si accorsero neppure degli sguardi di amici e colleghi che di tanto in tanto si posavano su di loro, chiedendosi cosa stessero facendo "Alessandro" ed "Efestione" in quegli atteggiamenti, ora che erano lontani dal set e dai loro personaggi.

Alla prima ballata seguì una seconda e l'atmosfera della discoteca si fece lentamente carica di magia ed emozione.

"Colin, che cazzo stai facendo?" rise il ragazzo, cercando di allontanare le mani dell'amico che si erano già intrufolate sotto la stoffa della sua camicia. Cercò di respingerlo, ma la sua ribellione fu talmente debole, che neppure uno stolto avrebbe creduto che Jared volesse rifiutarlo seriamente "Dai. per favore. mi stai toccando." rise, lievemente imbarazzato, cercando di spostare le mani dell'attore lontane dai suoi fianchi. Ma finì per intrecciare le dita alle sue. "Ci stanno guardando tutti, non. non sono una ragazza."

"Lo so, sei meglio!"sospirò l'altro, poggiandogli per tutta risposta, entrambe le mani sulla schiena nuda e sudata.

Il ragazzo, a quel contatto, sentì un brivido violento attraversargli il corpo e senza accorgersi, gemette.

Chiuse gli occhi e la testa iniziò a girargli vorticosamente, quando sentì le labbra di Colin sul suo orecchio e i denti che ne mordicchiavano dolcemente il lobo.

"Sei ubriaco, sei. cazzo." ansimò.

Nel giro di pochi istanti tutta la prospettiva della serata cambiò.

Jared si era immaginato una delle solite, noiosissime notti brave, in cui, più che rilassarsi, non faceva altro che accumulare stress, aveva pensato che avrebbe incontrato qualche bella ragazza e magari se la sarebbe riportata a casa, ma danzare avvinghiato a Colin Farell. questo no! Non ebbe la forza di pensare e continuò a ballare, ballare, ballare al ritmo dolce e sensuale delle ballate che i dj passavano continuamente. Sembrava che non avessero intenzione di smettere, così come Colin sembrava non aver intenzione d'interrompere quella complicità che era nata tra loro.

Aveva iniziato a percorrere la schiena dell'amico con costanza, risalendo più e più volte lungo la linea della spina dorsale, così perfettamente marcata tra i muscoli delle sue spalle.

Jared aveva una pelle dannatamente morbida. E il profumo che emanavano il suo corpo, le sue labbra e i suoi capelli era più che invitante.

Colin non si chiese neppure una volta cosa stesse facendo. Al massimo se ne sarebbe pentito il mattino seguente e non ci avrebbe pensato più. Non era il tipo che si faceva troppe paranoie e tantomeno quando il suo corpo esigeva essere soddisfatto.

Strinse più forte a sé il ragazzo e continuò a ballare con lui.

Ora capiva perché Jared avesse uno stuolo di ragazzine urlanti al suo seguito. quel ragazzo era maledettamente eccitante.

Certo non era la prima volta che aveva notato la sua bellezza, anche nei panni di Efestione sapeva essere bello e accattivante, ma Efestione era un personaggio e Jared non era Efestione, almeno non in quel momento. Dopotutto lui non era Alessandro, era soltanto un fottuto irlandese che non doveva né voleva aver riguardi per nessuno. Almeno non in quella notte.

Rise a quei pensieri.

Allontanò improvvisamente Jared da sé, risvegliandolo di colpo dal suo torpore e lo voltò di scatto, cingendogli la vita con un braccio. Lasciò che la schiena del giovane aderisse completamente al suo petto, che le loro camicie, completamente impregnate dal sudore, venissero assorbite dalla loro stessa pelle, come se tra di loro non ci fosse impedimento alcuno, come se fossero. semplicemente nudi l'uno contro l'altro.

Il calore che si trasmisero fu devastante per entrambi.

Colin sentì distintamente il suo sesso farsi duro ed esigente contro le natiche solide dell'amico, che non avevano smesso di muoversi e di strusciarsi contro di lui neppure per un istante.

Jared doveva sentirlo, non ne aveva dubbi. Evidentemente anche il ragazzino si stava divertendo.

La cosa non poté che fargli piacere.

Appoggiò come per istinto le mani sui fianchi del giovane e l'avvicinò ancor di più a sé, come per avere la certezza di quel contatto. Per tutta risposta il ragazzo sollevò le braccia all'indietro, fino ad afferrargli la nuca con le mani.

Colin tremò.

Nessuno si era mai abbandonato in quel modo tra le sue braccia e tantomeno un uomo. Le labbra del ragazzo erano così vicine alla sua guancia, tanto da poterla sfiorare, la sua testa era appoggiata sulla sua spalla e i suoi capelli, quei deliziosi e profumati capelli color del tramonto, erano sparsi sul suo petto, emanando quel piacevole aroma.

Colin si rese conto di aver libero accesso al collo del ragazzo. poteva prenderlo, succhiarlo, marchiarlo con le labbra e con in denti, simile ad una vampiro con la sua vittima sacrificale, ma si trattenne. Non voleva che quell'istante finisse troppo in fretta, voleva gustarsi ancora quello spettacolo meraviglioso che aveva dinanzi a sé e contro di sé. Jared era completamente inarcato all'indietro contro di lui, talmente tanto che la camicia bianca chiusa sul petto rischiava di strapparsi. Colin poté intravedere uno ad uno i suoi muscoli tesi, i capezzoli duri che affioravano da sotto la stoffa umida, il ventre scoperto e stretto dalla cintura dei jeans, dal quale affioravano timidamente i folti peli pubici.

Colin perse la testa.

Lo voleva. Voleva quel ragazzo così dolce e conturbante, lo voleva quella notte stessa.

E quando decideva qualcosa era impossibile farlo recedere.

Iniziò a muoversi contro di lui con più intensità, calcando al massimo la pressione del suo ventre contro il bacino di Jared. E anche questa volta Jared non si oppose, al contrario, rispose a quei movimenti seguendo il ritmo delle spinte dell'amico, e intrufolando le dita tra i suoi capelli.

Colin chiuse gli occhi.

Fu il suo più grave errore.

Un'immagine, una breve e repentina immagine saettò nella sua mente, distruggendola del tutto!

Spalancò gli occhi e strinse il ragazzo a sé, poggiando le labbra sul suo orecchio.

"Fammi scopare, Jared!"

Il giovane non rispose nulla, ma non smise di muoversi, il suo respiro e i battiti del suo cuore accelerarono notevolmente.

Sentì le mani di Colin massaggiargli con ardore il corpo, i fianchi, il petto. cercò di difendersi da quella presa, ma al tempo stesso, chiese tacitamente di più.

"Andiamocene, altrimenti non mi faccio problemi a sbatterti qui!" disse nuovamente l'irlandese con voce roca, completamente privo di ogni controllo.

Il ragazzino gli aveva fatto perdere la testa.

L'afferrò per mano e lo condusse lontano dalla pista e soprattutto lontano da occhi indiscreti. Si trovavano al terzo piano della discoteca, Colin voleva uscire, voleva uscire il prima possibile. Raggiunsero l'ascensore di metallo, in perfetto tono con il resto del locale, e si chiusero al suo interno.

Ma prima che raggiungessero il piano terra, Colin spinse il bottone dello STOP, fermando l'ascensore a mezz'aria. Tanto, nessuno si sarebbe accorto di loro in mezzo a quella confusione.

"Cosa vuoi fare?" rise Jared, in preda all'alcool e all'eccitazione.

Colin non perse tempo in una risposta e si avventò sulle sue labbra, ghermendole con passione, aprendogliele con il pollice, con la lingua, succhiandogliele fino ad avere la certezza che non aveva lasciato nulla.

Jared continuò a sorridere, rispondendo a quel bacio con altrettanto desiderio, mordendo le dita dell'amico, leccandogliene maliziosamente la punta.

L'uomo scese a baciargli il collo, tracciandogli con la lingua l'evidente sentiero pulsante della giugulare. Il ragazzo tremò, in un solo istante Colin era riuscito a scoprire il suo punto più erogeno, quello per cui, se avesse continuato, avrebbe perso del tutto il controllo.

Intanto, l'altro, con le mani aveva preso a slacciargli la camicia, fino a spalancargliela quasi del tutto, ma non si preoccupò di terminare quel lavoro, che già le sue labbra erano su quel petto nudo ed invitante e le sue dita erano scese sulla cintura dei suoi jeans.

Jared spalancò gli occhi, fissando ansimante il soffitto dell'ascensore. Tremava all'idea di ciò che Colin stava per fare e al tempo stesso l'incitava, spingendo il ventre contro il suo volto.

L'uomo non si sarebbe fermato. Doveva conoscerlo ormai. Doveva conoscere il sangue impetuoso di un irlandese, un irlandese megalomane e viziato che per giunta interperatava il re dei re, Alessandro Magno!

Eppure ormai non poteva più tirarsi indietro. L'aveva provocato per tutta la notte, l'aveva eccitato ed ora si aspettava di pagare, una ad una, tutte le piacevoli conseguenze.

Colin gli abbassò finalmente i jeans, fino a farglieli sfilare del tutto, gli carezzò quasi maniacalmente il sesso ancora avvolto nella stoffa dei boxer. lo carezzò, lo strinse più volte nel pugno per poi lasciarlo, lo portò all'estremo, portò Jared alla follia.

Infine lo liberò anche di quell'ultimo indumento. Il giovane girò la faccia, inclinandola da un lato, iniziando a gemere ed ansimare, come se l'amico avesse già cominciato ad accoglierlo tra le labbra. In quel momento, essere inghiottito da lui era la cosa che desiderava di più.

Ma evidentemente. non conosceva bene Colin.

"Toccati! Voglio vedere che ti tocchi mentre mi spoglio!" disse l'altro rialzandosi.

"Co..cosa?" balbettò il ragazzo, riaprendo a fatica gli occhi

"Toccati, io non lo farò!"

"Bastardo." mugolò Jared e senza resistere a quella tentazione, lasciò scivolare la sua mano su se stesso, si strinse nel pugno ed iniziò a muovere velocemente.

Colin si perse nell'espressione trasognata, in bilico tra dolore e piacere, dell'amico, nella sua bocca che si dischiudeva appena per lasciar uscire gemiti sempre più acuti, nella sua mano che non voleva fermarsi e nella quale intravedeva la punta bagnata del sesso del ragazzo prossima all'esplosione.

Si rese conto che Jared sarebbe venuto da lì a poco. Non voleva. Non in quel modo. Non così.

"Tra noi due! Voglio che vieni tra noi due! Voglio che veniamo insieme!"

Impedì a Jared di continuare, lo costrinse a sollevarsi, aggrapparsi alle sue spalle e ad incrociare le gambe dietro alla sua schiena. Lo spinse con forza contro la parete dell'ascensore e si posizionò tra le sue gambe, sebbene il peso del ragazzo non fosse poi così sopportabile.

Non attese. Non indugiò ancora.

"No, Colin aspetta! Cazzo, cazzo no! Sono vergi. AAAAHHHHH!"
Non lo ascoltò. Scivolò in lui, come inghiottito dal suo stesso delirio.

"Si, sei stretto, sei meravigliosamente stretto!" ansimò, spingendosi in lui "Cristo, sei sublime!"

Iniziò a muoversi con regolarità per far abituare sempre di più il ragazzo alla sua presenza nel suo corpo, sentì Jared abbandonarsi sulle sue spalle, i suoi gemiti contro l'orecchio, le sue unghie conficcate nella sua schiena, e mai l'adorò come in quel momento.

Lo sentì suo come mai lo era stato. E se avesse potuto, gli avrebbe gridato un "ti amo" per fargli capire quanto lo volesse con sé in quel momento. Ma non lo fece, lasciò al suo stesso corpo il compito di dimostrarglielo.

Uscì e rientrò in lui più e più volte, finché non sentì che i gemiti di dolore di Jared non si fossero trasformati in richieste di puro piacere.

In quell'istante anche l'eccitazione del giovane si risvegliò. Intrappolata tra i loro due corpi e costantemente stimolata dai reciproci muscoli, iniziò a pulsare e portare Jared sull'orlo della follia. sentì come se fosse amato e come se stesse amando allo stesso tempo, sentì che stava perdendo i sensi, sentì il piacere avvolgerlo tutto.

"Scopami, scopami Colin! Riempimi con tutto ciò che hai trattenuto in questi mesi! Lo so che lo hai fatto!" gridò completamente fuori di sé.

L'uomo non se lo fece ripetere due volte. Aumentò la velocità delle sue spinte, anch'egli era vicino all'orgasmo e per nulla al mondo avrebbe permesso a Jared di liberarsi prima di lui.

Il ragazzo si aggrappò ai capelli dell'amante, fino quasi a strapparli, gli baciò spasmodicamente la fronte, il viso, la bocca. Gemette volutamente sulle sue labbra, affinché Colin vedesse quanto gli stava offrendo, affinché Colin sentisse tutto di lui.

Tremarono insieme.

E finalmente insieme. esplosero.

Chiusero entrambi gli occhi, entrambi sorrisero nel sentire il piacere scorrere libero sopra e dentro di loro. La preghiera di Jared fu esaudita, Colin l'invase tutto, riscaldandolo a tal punto da fargli provare brividi mai conosciuti, e Colin rimase sconvolto ed estasiato nel sentire il nettare del giovane bagnargli la pelle, dargli calore.

In quel momento avrebbe voluto assaporarlo, ma per questo. ci sarebbe stato tempo e altre occasioni. Anche perché, ora che l'aveva trovato, non avrebbe lasciato andare Jared così facilmente.

Rimasero abbracciati per un lungo momento, lasciando che i loro respiri e il battito del loro cuore tornassero regolari.

Nessuno dei due riusciva più a celare l'emozione che stava prendendo il sopravvento sui loro cuori.

Jared rise, quasi commosso e strinse con forza i capelli dell'amante tra le dita.

"Irlandese di merda!" esclamò.

Colin gli baciò dolcemente il collo e l'aiutò a rimettersi in piedi.

Si guardarono ancora un istante. Erano elettrizzati, stravolti, commossi.

Poi Jared abbassò timidamente la testa e afferrò i jeans.

"Mi hai fatto male, sai.?"

"Anche tu." rispose Colin, non riuscendo a nascondere la dolcezza nel suo sguardo.

Il ragazzo si morse le labbra ed accennò un sorriso.

"Dai, rivestiti e usciamo da questo cazzo di locale!" si affrettò ad aggiungere l'uomo, cercando di non mostrare troppo le crescenti sensazioni che stava provando.

"E dove vuoi andare?"

"Beh. l'alba sul mare non sarebbe male!"

Gli occhi di Jared si spalancarono e s'illuminarono.

Per tutta risposta attirò nuovamente Colin a sé e lo baciò elettrizzato. Non sapeva perché ma era pazzo di gioia.

Indossarono gli ultimi indumenti e in fretta e furia uscirono dalla discoteca. Dimenticarono gli amici, i colleghi, i paparazzi, i brindisi e il nuovo anno.

Corsero verso il sorgere del sole.

Corsero verso quel nuovo, bizzarro capitolo della loro vita che improvvisamente li vedeva come amanti.

Raggiunsero il mare e, scesi dalla macchina, afferrarono una coperta, precipitandosi verso la riva.

Senza smettere di guardarsi, si spogliarono nuovamente del tutto, questa volta insieme, questa volta, stranamente, senza malizia.

Si avvolsero nella coperta e si sedettero, nudi, l'uno stretto all'altro, sulla sabbia bagnata.

Per un istante, nessuno dei due osò parlare. Ogni parola rischiava di rovinare la perfezione di quel momento, accompagnata dalla bellezza e dalla quiete del mare.

Si guardarono.

E fu allora che subentrò la dolcezza.

Arrivò tacitamente, in un breve istante di silenzio, disse tutto, e li fece tremare.

Si cercarono un'ultima volta con gli occhi, si cercarono con le mani, si respirarono.

Si baciarono.

Infine sorse l'alba.

Le loro labbra erano ancora unite.

"Sembra che Achille abbia trovato davvero il suo Patroclo." disse Colin, dopo un istante.

Jared sorrise e nuovamente abbassò la testa, mordendosi le labbra. quel gesto che l'uomo amava tanto.

"Temo di si, Colin." azzardò.

L'irlandese esplose, pazzo di gioia.

"Cazzo!!!"

E il mare intonò la prima strofa di quel nuovo anno.