poiesis

sfida #2




 

Forse non sai quello che darei

Perché tu sia felice

Piangi lacrime di aria

Lacrime invisibili

Che solamente gli angeli san portar via

Ma cambierà stagione

Ci saranno nuove rose

Ci sarà dentro te e al di là dell’orizzonte

Una piccola poesia ci sarà forse esiste già

Al di là dell’orizzonte

Una poesia anche per te

 

 

 

Soltanto a me hai voluto dire perché oggi hai riunito il tuo esercito fuori dalla tenda del re; non è solo necessità di rassicurarli della tua ripresa dalla ferita della freccia malliana ( voci sinistre sono serpeggiate tra gli uomini ), ma anche annunciare che hai deciso che si torna indietro, a Babilonia. Esplosioni di gioia accolgono le tue parole, ma non vedo l’espressione della moltitudine di uomini che ti hanno seguito fin qui, perché io guardo te e leggo nei tuoi occhi: dolore, rammarico, rimpianto…

Soltanto io vedo scorrere sul tuo viso, scurito dal sole che cocente brucia in questa remota parte di mondo, lacrime invisibili a tutti, ma non a me. Conosco il tuo cuore, Alessandro, so che tu non vorresti fermarti, ma andare avanti, avanti fino ai confini del mondo e forse oltre….

Nessuno può immaginare quello che darei per vederti nuovamente felice, per scorgere ancora quel sorriso perfettamente entusiasta che illuminava il tuo volto in quei lontani giorni di Mieza, quando parlavi del futuro, di quello che avremmo fatto insieme e la vita ci appariva come un lungo nastro che terminava nel sole…

Forse neanche tu sai quanto vorrei  rievocare per te quel sogno perfetto, Alessandro…

Ma la stagione cambierà, ci saranno nuove imprese, nuove avventure, nuovi paesi dove spingersi…troverai dentro te, o forse c’è già, un piccolo grande sogno da far crescere, ancora da vivere. Tu non lo scorgi ancora, troppo preso dal senso di sconfitta che ti pizzica il cuore: lo sento anch’io con te, per te…

Al di là dell’orizzonte c’è un nuovo sogno, Alessandro, devi solo prenderlo, afferrarlo e farlo tuo, con la passione e il desiderio bruciante di conoscenza che ti consuma da quando proclamasti, ancora ragazzino, che noi saremmo andati insieme in Asia, insieme a Babilonia e a Susa, la città dei gigli.

Torna indietro, Alessandro, torna pure a Babilonia e lì crea un nuovo, grandioso sogno.

 

 

Vorrei rinascere per te

Ricominciare insieme

Come se non sentissi più dolore

Ma tu hai tessuto sogni

Di cristallo troppo coraggiosi e fragili

Per morire adesso solo per un rimpianto

Ci sarà dentro di te e al di là dell’orizzonte

una piccola poesia ci sarà dentro te

e al di là dell’orizzonte una poesia anche per te

 

 

I tuoi occhi grigio-azzurri si fissano nei miei: occhi spenti, tristi, delusi che cercano nei miei la rassicurazione che io comprendo, perché conosco ogni piega della tua anima, del tuo corpo...anche io sono Alessandro: lo hai detto tu un giorno lontano.

Gli uomini continuano ad acclamarti felici, quegli stessi che non molto tempo fa, erano pronti ad abbandonarti, perché non capivano, non capiscono e mai potranno farlo. Il tuo sogno è troppo grande, troppo perfetto  per le loro menti, anche io talvolta non lo comprendo, ma l’ho fatto mio, perché tu mi hai fatto vedere com’è vivere nel mondo di Alessandro e lo trovo bellissimo…

Vorrei rinascere per te e cominciare tutto ancora una volta, ancora insieme, come se non sentissimo più alcun dolore, nessuna sofferenza di quelle che in questi anni hanno lasciato segni profondi in noi: ferite nel corpo e nell’anima.

Hai tessuto sogni preziosi e coraggiosi, ma anche fragili come il fine vetro egiziano; ora il rimpianto ti opprime il petto, tira la pelle come quella ferita che ti fa stringere gli occhi dolorosamente, quando alzi il braccio per salutare l’esercito, prima di rientrare nella tua tenda.

Hai lottato per non morire, nessuno credeva che ce l’avresti fatta, invece tu sei tornato da noi, da me…non puoi arrenderti  ora solo per un rimpianto; combatti ancora, Alessandro! Lascia a chi verrà dopo di noi, il segno della tua gloria imperitura.

Ti chiameranno Grande, perché nessun uomo è come te, nessuno di questa schiatta di uomini può paragonarsi a te…

Al di là dell’orizzonte c’è un nuovo sogno, fallo tuo, continua a sognare…

 

 

Perdona e dimenticherai per quanto possa fare male

In fondo sai che sei ancora qui

E dare tutto e dare tanto

Quanto il tempo in cui il tuo segno rimarrà

Questo nodo lo sciolga il sole

Come sa fare con le neve

Ci sarà dentro di te e al di là dell’orizzonte

Una piccola poesia ci sarà e forse esiste già

Al di là dell’orizzonte

Una poesia anche per te

E sarà per te

Anche per te

 

 

Entro nella tenda mentre tutti gli altri ne escono, congedati da te.

Bagoa è con te, a prendersi cura di te, unico ad avere il permesso di starti accanto, perché lui non fa domande, si limita ad una presenza silenziosa al tuo fianco. Quando alza gli occhi scuri su di me, vi leggo preoccupazione e una muta richiesta: di far qualcosa per alleviare la pena del suo amato re. Anche lui ha capito che non è il corpo a procurarti dolore.

Ti accorgi di me dopo un attimo, il tuo sguardo si schiarisce un poco; chiedi a Bagoa di lasciarci soli e il ragazzo si ritira silenziosamente, non senza un ultimo sguardo a me.

Verso un poco di vino in una coppa, porgendotela, aspettando che sia tu a parlare, a far uscire il tuo dolore.

“Erano finalmente contenti..” la tua voce raschia le parole, come se quella loro contentezza fosse un affronto fatto a te, al tuo sogno.

“Devi perdonarli, Alessandro, per quanto possa farti male, devi farlo. Perdonali e dimentica. Tu sei sempre qui, sei ancora il loro re, potrai realizzare tutto quello che vuoi, se lo vorrai. Ora è il momento del riposo, ma continuerai a dare tanto, tutto, come hai fatto finora per tutti noi e il tuo segno sarà duraturo nel tempo, tutti guarderanno a te come a un esempio…”

Il tuo nome riecheggerà nell’eternità…

Perdona e dimentica, Alessandro.

Prego Apollo che sciolga il nodo che ti stringe l’anima, come la neve che si dissolve sotto il suo tocco infuocato.

Ti sdrai sul letto, sfiorandoti il fianco colpito dalla freccia. Non rispondi nulla alle mie parole, ma non importa, so che tu hai ascoltato.

“Resta un poco con me, Phai.” Mi chiedi, allungando un braccio nella mia direzione.

Vengo a te, stringendo per un attimo le tue dita.

“Certamente.”

Per sempre, MIO Alessandro.