lui danzava nella luce delle fiamme
lui moriva per l’onore delle statue già spezzate
in memoria di canzoni già cantate
soli e inverni che aveva visto tramontare.

C’era una volta,
con dei lividi in luogo dello sguardo
chi sapeva ricordare quel passato
e abbandonarlo, affidandolo alle carte
anelli e sabbie e cicli di stagione
e castelli che non ricordava più.
E non sapeva se sperare
di poterli rincontrare, da quel letto
mentre il mondo osservava il suo respiro
e nel sudore prediceva la sua morte.