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una sbornia
Colin Farrel, Jared Leto
Colin può decisamente capire perché Jared abbia orde di fan adolescenti che gridano il suo nome nel bel mezzo di un orgasmo puberale.
Certo è, che al momento non riesce a capire molto di più, è ubriaco fradicio, ma così com’è è già abbastanza soddisfatto della vista.
Un leggero velo di sudore luccica sulla pelle appena abbronzata – per gentile concessione dell’incessante sole Africano – del volto di Jared; la sua mascella è scurita dalla barba di due giorni. I suoi occhi sono blu, molto, molto blu, ma tutti quelli che camminano per strada possono notarlo. Colin si chiede perché gli ci sia voluto così tanto per farci caso.
Perché hai fatto di tutto per evitare di guardarlo, lo schernisce un angolo orrendamente sobrio della sua mente, e per zittirlo o forse per affogarlo, ecco che butta giù un altro bel sorso di birra.
Angelina si alza, i suoi capelli ricadono sontuosamente lungo le sue spalle sottili. Ecco, questo è bellissimo, pensa Colin e prontamente ritorna a fissare Jared con l’angolo dell’occhio. Lei domanda se qualcun’ altro vuole bere, e per qualche ragione il gomito duro di Jonathon sta scavando dentro il fianco di Colin.
“Cazzo! Cosa? No, sto ok, grazie.”
Tutti al tavolo ridono quando Angelina finge d’essere scioccata, tutti eccetto Colin, che non ha notato lo scherno.
“Stai bene?” gli chiede Jonathon, sporgendosi oltre il suo boccale. Colin annuisce e seppellisce nuovamente il naso dentro il suo drink. E’ sicuro di stare arrossendo – arrossendo, porca puttana, ed è proprio virile, non c’è che dire! – e spera disperatamente di poter almeno smettere di fissare. Sta diventando ovvio. Finiscila di fissare.
Ma quando tutto si è di nuovo calmato, la traccia che sta suonando sopra la sua testa salta e la canzone cambia bruscamente, e la conversazione prende una piega tagliente. Colin non segue le parole, ma le labbra sottili di Jared si muovono a formare parole che suonano come gloria in quella voce rauca e gentile. Poi sorride con uno scatto e una breve risata gli scappa dalla gola.
Colin si rifiuta di credere d’aver trattenuto il respiro, e prova a tossire ma non ha nulla in gola. L’ansia gli sta cantando nelle vene, rendendolo nervoso.
Quando la serata è finita - è lo è, molto più velocemente di qualsiasi altra notte abbiano trascorso tutti insieme – Colin vorrebbe afferrare il braccio di Jared, e chiedergli se gli va di tornare indietro per una chiacchierata, per un boccone, o………ma no, Jared sta sbadigliando e spostandosi via dalla sedia, armeggia per trovare il suo portafoglio nella tasca posteriore dei jeans.
L’aria fuori dal bar è sorprendentemente gelida, mentre si incamminano verso l’hotel – Colin affonda le mani nelle tasche, e pensa che avrebbe dovuto portarsi una giacca, come gli aveva consigliato Angelina. Certo che è davvero materna. Jared sembra perfettamente a suo agio, i suoi capelli lunghi che ricadono nel colletto del suo soprabito grigio mezzo sbottonato, le sue guance arrossate dalla camminata, dal freddo, dall’alcol.
Colin vorrebbe mettersi a urlare.
Vorrebbe che Jonathon si desse una mossa—si è piantato nel mezzo tra lui e Jared, e perciò gli sta oscurando la vista.
Un qualche Dio deve averlo ascoltato, perché Jonathon affretta il passo per raggiungere Val, e Angelina si unisce alla loro conversazione. Colin spera di non essersi spinto vicino troppo in fretta.
“Stanco?” chiede, perché Jared si sta guardando i passi, che sono alquanto oscillanti. Nonostante le obiezioni urlate a gran voce dalla sua coscienza, Colin allunga una mano per metterla sul suo avambraccio, raddrizzandolo. Jared lo guarda di sotto in su, un po’ sorpreso e sorride. E’ molto ubriaco.
“Starò meglio non appena mi sarò infilato nel letto” risponde Jared.
Voglio entrarci con te, no non voglio. Colin sbatte le palpebre e scuote la testa. Quando si rimette in pari con il mondo reale Jared gli sta dicendo: “Avrai dei bei postumi da sbronza, domattina. Oliver ti ucciderà.”
“Mi hai tenuto testa, bicchiere dopo bicchiere.” Scatta Colin, ma la sua mano stringe ancora di più, là dov’è aggrappata al braccio di Jared. La stoffa dei vestiti di Jared è tiepida come la pelle al di sotto.
“Certo che l’ho fatto. Ci metteremo nei guai insieme.”
La rabbia di Colin prende fuoco a queste parole e alza un sopracciglio. “Essere in due renderà le cose solo peggiori”.
Jared ride ancora – lo stomaco di Colin si contorce, e non per il bere. C’è un calore che si espande lungo i suoi fianchi. L’ho fatto io – si congratula con sé stesso. Ci sono piccole linee attorno al sorriso di Jared.
“Ci vediamo tutti domani” canticchia Angelina mentre si infila con il suo consueto charm dentro l’ascensore. Un coro di voci augura arrivederci e buonanotte, e Colin si trova inesplicabilmente solo con Jared. La hall dell’albergo è deserta, eccetto che per loro e una donna addormentata dietro il bancone della reception. Jared si sta limitando a guardarlo, le spalle leggermente incurvate.
“Ehmmm” dice Jared
“Ah” dice Colin”
Tutto questo gli ricorda il suo appuntamento per il ballo, alle superiori -- non ricorda quanti anni aveva, solo che la ragazza era un po’ tonta ma molto carina. Con l’unica eccezione che Jared non è affatto tonto. E definitivamente più che “carino”.
“’notte” la voce di Jared è significativamente più tranquilla di quello che sembrava un momento fa e le sue dita si stanno muovendo nervosamente nelle sue tasche. Colin può vederle appena. Si sta concentrando con forza per non guardare su. Non è difficile – ha paura di ciò che può vedere. Con una rudezza improvvisa Jared si schiarisce la gola. “Notte”, dice più fermamente e annuisce.
Proprio mentre si sta ritirando nell’ascensore, Colin ritorna in sé e parte alla carica, afferrando la spalla di Jared. L’altro si volta – le porte dell’ascensore si chiudono sulla cabina vuota, e si sente un sibilo mentre vola verso l’altro – il suo sopracciglio alzato in una domanda speranzosa. La sua bocca è appena socchiusa, Come se volesse dire qualcosa. Poi sospira, mordendosi il labbro inferiore, e scruta Colin.
“Buonanotte” dice Colin stupidamente.
“Buonanotte” ripete Jared. Poi sembra tornare in sé ed emette una risata dura e un po’ troppo forte. “Buona fortuna nel dormirci sopra a quella sbornia!” e scompare per le scale, facendo i gradini più veloce che può senza rischiare di inciampare.
“Cazzo” Colin colpisce il muro.
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