Personaggi: Colin / Jared

Avviso: come al solito tutto questo è inventato (o se ci ho preso è solo per coincidenza), non guadagno un soldo da tutto questo ecc.ecc.

n.b. Se alcune di voi hanno letto la bellissima serie "a taste of Morocco" di Ladyjackyl troveranno qualche piccolo riferimento alle situazioni citate da lei. Non sono casuali ma volute. Anzi, se l'avete letta saprete esattamente a cosa mi riferisco (e a cosa pensavo quando scrivevo) nella storia fra Colin e Jared. Questa fiction altro non fa che buttare un occhio un anno più avanti a dove lei si è fermata. L'ispirazione per scrivere questa mi è nata dalla sua. E, come lei stessa afferma nel suo sito, non ha nulla in contrario a che vengano scritte fiction ispirate alla sua.
Ancora, se avete letto lei, abbiate pietà con me……non scrivo bene come lei!!!

sms


"Quante volte ti devo dire che non faccio colazione" gli sussurrò Colin all'orecchio abbracciandolo da dietro.

Jared sorrise e si voltò a guardarlo
"Mettiamola così…sono già le undici quindi vedilo più come un brunch che una colazione. Questo dovrebbe soddisfare il tuo lato vip".

Colin sorrise a sua volta e lo baciò delicatamente su una guancia.
Poi continuando ad abbracciarlo gli appoggiò il mento sulla spalla guardando sul tavolo della cucina
"Che hai fatto?"

"Tutto assolutamente biologico, sano, vegetariano, depurativo"
rispose con fare soddisfatto

"Ecco. Saltiamo anche il brunch" 

La giornata era insolitamente tiepida e dalla finestra aperta entrava un raggio di sole che illuminava la cucina color ocra di Colin rendendola ancora più calda ed accogliente del solito. Il profumo dei muffins caldi e del caffè si mescolava con il profumo della pelle di Jared nelle narici di Colin. Il calore della sua schiena nuda contro il suo petto gli fece provare un senso di completezza e protezione che gli permise di restare nello stato mentale di grazia con cui si era svegliato. La sera prima erano rimasti a chiacchierare del più e del meno sui gradini di casa, poi erano andati a letto. Nessuno dei due aveva accennato al benché minimo richiamo sessuale. Ma mentre Colin stava per addormentarsi aveva sentito la timida mano di Jared appoggiarsi sulla sua. Dopo un attimo di esitazione Colin l'aveva stretta nella sua portandosela alle labbra per baciarla. Si erano addormentati tenendosi per mano.
Durante la notte, nel sonno, le loro mani si erano cercate e legate continuamente.

"Bè…" proseguì Colin cominciando ad accarezzargli il petto lentamente "definire i muffins sani…"

"Sono alla soia" rispose piano Jared mentre teneva le mani su quelle di Colin che lo accarezzavano

"…il caffè depurativo…" le dita cominciarono a tormentare il piercing che Jared portava al capezzolo sinistro

"E'……d'orzo!" rispose mordendosi il labbro inferiore

"E la marmellata?" sussurrò Colin nel suo orecchio accompagnando la frase con un veloce colpetto di lingua

Jared sentì i brividi correre lungo la spina dorsale e arrivare dritti dritti dove erano destinati a giungere. L'erezione fu immediata

"Senza….senza zucchero…."
Appoggiò la testa indietro sulla spalla di Colin e chiuse gli occhi.
Una mano di Colin scese sull'erezione per massaggiarla attraverso i jeans e l'altra prese a tirare con più forza l'anellino appeso al capezzolo di Jared.
Jared portò le braccia indietro per allacciare le mani oltre il collo di Colin che prese a mordergli il lobo dell'orecchio.

"Fammela sentire" disse fra i denti Colin

"Cosa?" sussurrò Jared

"la marmellata"

Jared aprì gli occhi a fatica e scese con un mano sul tavolo della cucina affondando tre dita nel vasetto. Poi le portò indietro oltre la sua spalla e un nuovo brivido corse lungo la sua pelle quando il calore della bocca di Colin le succhiò. La lingua di Colin continuò a leccare le dita di Jared ben oltre il tempo necessario a ripulirlo di tutta la marmellata e mentre succhiava lo strinse forte a sé per fargli sentire l'erezione premere contro il suo culo.
A sua volta, allungò un braccio al vasetto di marmellata e infilò un dito dentro. Lo portò alla bocca di Jared. Ma quando l'americano l'aprì per assaggiarne il sapore Colin lo spostò. Jared come un cieco, a bocca spalancata, inseguì il dito di Colin che si spostava.
Colin lo avvicinava quel tanto da permettere a Jared di percepire l'odore ma non appena tirava fuori la lingua Colin lo allontanava.
Finalmente Jared gli afferrò il polso e tenendogli ferma la mano ingoiò il dito succhiandolo con leggeri mugolii.
Colin insipirò tremante nella tensione e chiuse gli occhi. Jared si voltò fra le sue braccia e il bacio fu spontaneo. Mentre Colin gli succhiava la lingua e il respiro, lo prese per i fianchi e lo sollevò fino a metterlo a sedere sul tavolo. Continuarono a baciarsi selvaggiamente mentre le mani sbottonavano i rispettivi jeans.
Colin si spinse contro di lui costringendolo a sdraiarsi. Non essendo in un film ma nella realtà, Jared si preoccupò di interrompere per un attimo il bacio e spostare in fondo al tavolo tutta la colazione biologica, depurativa e sana onde evitare che si sfracellasse tutto al suolo. Poi si sdraiò ad occhi chiusi, con le braccia stese oltre la testa e alzando leggermente il bacino assecondò il tentativo di Colin di sfilargli i jeans.

L'erezione di Jared si protese speranzosa verso la faccia di Colin che aspirò l'odore del compagno e convenne con se stesso che era ancora meglio di quello di ciambelle e caffè.
Colin cominciò a stuzzicare il compagno con dei piccoli colpi di lingua proprio sulla testa del suo uccello che già forniva copioso liquido pre-spermatico.
"Molto più saporito della marmellata" mormorò Colin e Jared sorrise mentre a bocca aperta si tirava da solo l'anellino del piercing.

"Dai…" disse poi supplichevole

"Dai cosa?" rispose Colin sollevandosi e alzando un sopraciglio

"Dai Col……"

"Non…capisco…cosa…vuoi" ogni parola intervallata da una leccata.

Jared allungò una mano verso il suo uccello ma venne prontamente bloccato da Colin

"Non toccare. Non devi toccarti o ti giuro che smetto immediatamente"

Jared si morse il labbro e portò entrambe le mani ad allacciarsi sopra la sua testa per essere sicuro di non toccarsi.

Finalmente Colin ingoiò l'erezione di Jared il quale non potè fare a meno di emettere un mugolio di piacere contorcendo le mani e alzando il bacino tanto che Colin si ritrovò il suo uccello in gola senza averlo esattamente previsto. Inspirando a fondo con le narici evitò il conato di vomito.
Cominciò a succhiarlo lentamente, su e giù, uscì, lo leccò dalla radice alla punta e tornò ad ingoiarlo. Alzando gli occhi vide la testa di Jared alzata dal tavolo nello sforzo di guardarlo mentre lo succhiava e gli scoccò un'occhiata viziosa che fece riabbassare il capo all'americano.
Colin percepì dal respiro, dai moventi e dalla pulsione dell'uccello di Jared che era sul punto di venire così tolse la bocca e strinse la base dell'uccello dell'amico

"Non venire!" ordinò con voce ferma

"Devi venire quando te lo dico io. Se vieni prima giuro che non ti scopo"
Jared si portò una mano in bocca mordendola.

Colin non si pose esattamente la domanda se il suo comportamento al limite del sadismo fosse semplicemente un eccitante gioco erotico o una piccola punizione che stava infliggendo al compagno.

Mentre Jared respirava a bocca aperta e ad occhi chiusi Colin si guardò intorno sicuro che nella colazione tutta salute non potesse mancare del miele. Infatti, eccolo lì. A portata di dito.
Vi affondò due dita dentro e immediatamente le infilò nell'apertura del compagno che, questa volta, non si trattenne dall'urlare. Non che Jared si fosse mai trattenuto dal manifestare ad alta voce il suo piacere. Cosa che aveva sempre fatto impazzire Colin.
Cominciò un lento ma profondo vai e vieni. Istintivamente la mano di Jared scese lungo la sua pancia

"Non toccarti!"

la mano ricadde sconfitta sullo stomaco.

Colin tolse le dita e poi si accucciò. Non appena la sua lingua cominciò a penetrare il compagno Jared emise un urlo e tremò al punto che Colin, il quale ovviamente non voleva davvero correre il rischio di non scoparlo, corse in suo aiuto stringendo ancora una volta la base del suo uccello.
Jared portò la testa indietro inarcandosi sul tavolo e occupandosi dei suoi capezzoli nella tensione spasmodica del piacere che, sempre sul punto di scoppiare, lo stava facendo impazzire.
Colin perlustrò il suo buco con attenzione da maestro. I glutei che istintivamente si chiudevano intorno al suo naso e alla sua lingua rendevano la sua stessa erezione vicina all'esplosione.Così si sollevò in piedi, usò ancora un po' di miele sull'uccello e aprendo le gambe di jared premendogli sulla parte interna delle ginocchia lo penetrò.

"ecco…sì…così…" diceva jared sottovoce succhiandosi viziosamente un
dito.

"Non venire o smetto!" la voce di colin ora era un ruggito di lussuria.

Cominciò un ritmo furioso. Colin scaricò in ogni spinta la lussuria ma anche la rabbia di quei giorni. Sperava davvero di fargli male.
Ogni violenta spinta era accompagnata da un urlo di piacere di Jared, che per non essere spinto giù dal tavolo si era aggrappato ai suoi bordi. Urlava e pronunciava parole irripetibili. Colin, sudando, rideva soddisfatto nell'udire quelle porcate. Fin dalla prima volta questo era  l'atteggiamento sessuale di Jared che più lo attizzava.

"Ti piace?" chiese Colin con il fiato corto

"Oh sì…sì…così  duro, dai, fammi male, sfondami"

Colin non si fece pregare due volte e, sempre tenendo l'uccello del compagno ben stretto alla radice, lo accontentò tentando di spingere sempre più a fondo, sempre più velocemente per non lasciargli neppure il tempo di respirare fra un colpo e l'altro.
Guardandolo scrollare la testa da una parte all'altra del tavolo urlando, avrebbe voluto chiedergli se anche l'altro lo faceva godere così, ma si obbligò a lasciare quella testa di cazzo fuori dalla loro scopata, quindi dalla sua testa.

La colazione che Jared aveva prudentemente ammonticchiato in fondo al tavolo vide la sua rovina sul pavimento spinta lentamente ma inesorabilmente dai colpi di Colin.

Quando Colin sentì essere arrivato al limite lasciò l'uccello di Jared "Ora puoi venire"

Non fu necessario neppure che Jared si sfiorasse. Un fiotto caldo e alto venne spruzzato all'altezza della faccia di Colin per poi ricadere sulla pancia e sul petto di Jared. Colin uscì e spruzzando sul compagno mischiò i loro semi. Mentre il corpo di Jared era ancora scosso dalle ondate sempre più lente dell'orgasmo Colin crollò sopra di lui ansimando come avesse corso cento km e, con la lingua, percorse l'addome del compagno mischiando e raccogliendo i loro semi. Dopo averli ingoiati, passò un dito sul liquido che
ancora era rimasto sul petto di Jared e lo offrì al compagno che con aria lasciva lo prese in bocca e lo succhiò piantando i suoi occhi blu in quelli di Colin.

Colin capì (se ancora ce ne fosse bisogno) che quel dannato ragazzo americano aveva ormai le chiavi del suo cuore e del suo uccello.
Entrambe in una volta sola Colin non le aveva mai consegnate a nessuno.

Ancora sul tavolo, Jared gli accarezzava i capelli guardando il soffitto. Colin aveva la faccia affondata nel suo petto.
Quando Jared sentì la testa di Colin sollevarsi guardò in giù verso il compagno. Quel compagno così duro, macho, indipendente, strafottente ora lo guardava con gli occhi di un cucciolo al canile.
Profondi, dolci, supplichevoli.

Quando Colin con un filo di voce e quell'espressione gli chiese piano "ti è piaciuto?" jared scoppiò in lacrime.

(continua)