Il titolo sta per "guardami".
Non la definirei proprio una 'storia', ma al momento non trovo un termine
migliore.
Non è niente di eccezionale, ma per me ha un significato estremamente
particolare.
Beh, potrei stare qui a spiegarvi a lungo, ma non sono portata per le
introduzioni, quindi taglio corto qui, che ne dite?
I pensieri fra asterischi appartengono ad Efestione; per il resto, la voce in
prima persona è di Alessandro.
p.s.: per piacere, non immaginate Farrell e Leto mentre leggete (soprattutto se
Leto non si è ancora struccato). Questa non è una fiction basata sul film, e li
ho pensati così come ho sempre fatto da quando li conosco. Vi suggerisco di dare
un'occhiata ai disegni di Flora per farvi un'idea di quello che intendo.
§§§
ora eis emé
**Guardami - guardami, come hai sempre fatto.
Dimentica tutto - dimentica la tua ambizione, e la tua fortuna divina. Dimentica
il tuo coraggio, e il tuo dolore.
Ricorda solo te stesso. E me.
Ricorda chi sei. Chi io sono.
Ricorda chi siamo.**
Voglio guardarti - guardarti, come ho sempre fatto.
Voglio vederti - com'è giusto che sia. Come voglio che sia. Come è sempre stato.
Il tuo volto - vicino. Il tuo respiro contro le mie labbra. Il tuo corpo - sopra
di me. Il tuo calore mescolato al mio.
Frenesia e follia nelle mie vene e nel mio bacino. Tu su di me e in me.
Tutto il resto scivola via e scompare - non è mai esistito.
**E tu - sotto le mie mani. Donami tutto ciò che hai. Tutto.
Lo voglio - così tanto.
Accarezzarti - baciarti - morderti. Tutto ciò che hai, tutto ciò che sei.
Mio. Sempre.**
Tuo. Tutto ciò che sono sempre stato e che ho sempre avuto - tutto ciò che ho
conquistato - tutto ciò che potrò mai conquistare. Tuo. Lo è sempre stato, lo
sarà sempre. Prendilo ancora una volta - ancora.
Nessuno riuscirà mai a sfiorare ciò che è tuo soltanto.
Sono qui per te.
Senza più armature, per te.
Senza più vergogna, per te.
Nel palmo della tua mano ho messo il mio cuore che brucia - sulla punta delle
tue dita hai la mia anima che freme - e i brividi della mia pelle, contro la
tua.
Voglio sentire le tue cosce stringermi i fianchi mentre ti muovi su di me -
lentamente.
Il fuoco intreccia le sue lingue dietro il mio cuore, guizza nella mia schiena,
brucia le mie dita mentre stringo la stoffa ancora sulle tue spalle, e la
strappo via.
Niente - niente - niente altro.
Solo il fuoco, e tu.
**E tu.
Sembri così lontano dai piaceri mortali, sotto lo splendore di Apollo - e ti
risvegli, sotto le mie dita, nella penombra di una notte di pioggia.
Abbracciarti - proteggerti - divorarti.
Guidarti per mano mentre fuori il mondo è scomparso nella notte.
Tutto ciò che sono sempre stato e che ho sempre avuto. Appartiene a te.**
Appartiene a me. Tutto ciò che tu sei e hai appartiene a me mentre ti accarezzo
la schiena e ti guardo negli occhi - e ti riconosco, ogni volta - ogni volta,
sei tu.
Sei tu mentre mi aggrappo al tuo collo, e socchiudo le labbra per trovare aria -
e l'aria è riarsa e secca contro il palato.
Sei tu mentre intrecci le mani fra i miei capelli e mi tiri a te - forte -
vicino.
Sei tu mentre premo la mia fronte sulla tua, e i nostri respiri si mescolano
bollenti nelle nostre bocche.
Sei tu mentre la tua lingua mi brucia le labbra e le percorre e le infuoca -
come la prima volta, e ancora - ancora, e sempre.
Sei tu mentre la afferro nella mia bocca e la succhio e gemo di disperazione.
Più vicino - più vicino - più vicino - non mi basta, il molto è un nulla, il
troppo è un granello disperso nel vento - più vicino - non te ne andare.
Il mio urlo si conficca nelle tue spalle attraverso le mie unghie mentre ti
strappo via il fiato e resto a respirare sulla tua bocca.
**Sentirti - così. Quello che desidero.
I tuoi occhi - lucidi e pazzi - devono pregare.
Le tue labbra - rosse e dolci - devono gemere.
Devo sentirti, ancora. Tu riprendi fiato, ma io devo sentirti di nuovo, ancora.
Non c'è tempo, non c'è spazio per altro. Non può esserci.**
Mi lascio risollevare, e i tuoi occhi sono offuscati - e profondi - profondi.
Cado e precipito - il mio respiro diventa frenetico mentre faccio scivolare un
dito fra le tue labbra, lo ritiro umido e tiepido, e lo lecco. E i tuoi occhi
diventano sempre più profondi. Profondi mentre all'improvviso copri la mia bocca
con la tua, e sei di nuovo dentro me.
A fondo - morsi e dolcezza.
Velocità e fuoco - fame.
Divorami, se vuoi.
Penetra il mio cuore, ascoltalo mentre chiede la salvezza che solo tu puoi
regalargli.
Solo tu. Ora - sempre - tu.
Sono tue le labbra che mi stordiscono, tua la lingua che mi finisce, tuoi i
denti che mi mordono, tue le mani che mi consumano, tue le gambe che mi
avvolgono.
Solo tu - ovunque.
**Lasci che io lo faccia.
Lasci che io mi nutra di te - ogni tuo movimento, ogni tuo respiro, in questa
notte, in ogni giorno.
Lasci tutto - solo a me.
Solo per me.
Così - voglio che sia così.
Solo per me.
Solo io devo poterti dare quello che nessun'altro potrà mai.
Sentirti - così. Solo io posso farlo.
Solo io so come sei - chi sei.**
Io - esisto, con te. Sono, con te.
Senza te - nulla.
Mi separo da te per prendere fiato, scivolo sopra di te e mi avvicino al tuo
orecchio - senza di te, nulla - dirtelo, devo dirtelo. Respiro fra i tuoi
capelli, e sussurro alla porta della tua anima mentre mi accorgo di tremare.
Sento il brivido che ti percorre insieme alle mie parole, la tua mano che mi
preme sul cuore, la tua mente che cerca una risposta, le tue labbra che
vorrebbero parlare - ma lasciano andare solo un sospiro quando prendo in bocca
il lobo del tuo orecchio. Lentamente - lentamente - anche se il fuoco mi
sommerge come le maree e mi annega nella sua frenesia, e le mie mani fremono
mentre cercano i tuoi capezzoli.
Fuoco e frenesia e follia - ti mordo il collo, la tua vena pulsa veloce sulla
mia lingua, il ritmo rapido della tua vita scorre dentro di me - prima di
capirlo urlo il mio tormento contro la tue pelle calda - perché non sono te?
**Afferro i tuoi capelli, sollevo il tuo viso, lo prendo fra le mani.
Gli occhi velati, allucinati - le labbra gonfie, socchiuse - le guance rosse,
bollenti. La tua fronte, corrugata.
E il tuo respiro - l'ansimare di una corsa ai confini della ragione che ti
strappa dalle labbra i gemiti sottili del dolore che ti preme dentro e del
piacere che ancora ti brucia. Il tuo respiro - punge ogni mio nervo, azzanna
ogni mio muscolo, scorre nel mio sangue, mi trascina verso il limite di ogni
cosa. Il tuo respiro.
Ma il tuo dolore è il mio dolore.
Il tuo tormento è lo stesso che infiamma la mia pelle.
Non chiudere gli occhi ora - continua a guardarmi.
Guardami.
Non puoi scivolare via, mentre ti tengo fra le mani. Non puoi scivolare via -
mai.
La tua disperazione è la stessa che mi fa tendere verso di te fino a spezzarmi -
e oltre, non importa.**
So tutto di te.
So quello che stai pensando nel fondo dei tuoi occhi lucidi, mentre mi lasci
andare senza volerlo.
Abbasso la testa, mi lascio ricadere verso il calore e il profumo del tuo petto.
Lecco la pelle sopra il tuo cuore - ancora - e ancora - lecco, e mordo, e
succhio - per ogni suo battito, per ogni tuo respiro - ancora, questo è l'unico
senso di tutta la mia vita - ancora - finché non sento il tuo affanno, e le tue
mani premeno sulla mia testa.
Sospiro mentre scivolo via, e copro un tuo capezzolo con la bocca. Sì - ti
inarchi sotto la mia lingua e stringi i miei capelli - e il mio nome - e il mio
nome spezzato fra le tue labbra.
Sì - quello che voglio - te.
Mi spingi ancora - in basso - più in basso.
Sento il tuo bacino muoversi sotto le mie mani - e non penso più - non so più
nulla.
Tu - sei la mia salvezza.
Tu sei - la mia follia più divina.
Sollevo il viso per guardarti - l'ultima volta. Hai gli occhi chiusi, il labbro
inferiore fra i denti.
Il tuo petto si alza e si abbassa veloce.
I tuoi sospiri sono frecce nella mia testa, nodi di fuoco nella mia gola,
delirio nelle vene.
Fame.
Mi chino ancora, e chiudo la mia bocca su di te.
Fame e fuoco.
Il verso che ti esce di gola fa serrare le mie mani sulle tue gambe, e non c'è
più altro - solo tu. I tuoi respiri veloci, le tue dita fra i miei capelli - il
movimento del tuo bacino, il tuo calore - il tuo sapore.
Tutto - qui - ora - in un presente infinito di carne bollente - lotto e combatto
la mia gioia e la mia disperazione - combatto e dimentico - dimentico tutto - ci
sei solo tu. Tu che mi riempi la mia bocca, tu che fremi sotto le mie mani - tu.
Tu devi essere me. Me.
Voglio succhiarti via l'anima.
Voglio strappartela con l'ultimo rantolo di piacere - voglio divorarla,
mangiarla - voglio tenerla dentro di me - voglio che sia mia. Deve diventare
mia. Dammela. Non c'è altro modo per noi.
Più vicino - più vicino - più forte.
Ancora - e ancora - per sempre. Per sempre.
Per l'eternità.
Finché non ti sento urlare.
**Morire e rinascere - nella tua bocca.
Ho sussultato. E gridato, forse.
Ho chiuso gli occhi, e c'eri solo tu.
Nel mio piacere, solo tu.
Resti fermo col viso appoggiato alla mia gamba, mentre cerco dell'aria. La mia
stretta sui tuoi capelli diventa una carezza. Mi hai graffiato le cosce, senza
accorgertene.E continui ad accarezzarmi con la lingua.
Tu - che hai la mia anima fra le mani, e non ti basta.
Ti risollevo lentamente.
Vieni da me.
Lasciati baciare, amico, di nuovo, lasciati prendere.
Sfioro la tua fronte contratta. Lecco una lacrima che ti ha tradito.
Io - che ho la tua anima fra le mani, e non mi basta.
Non mi basterà mai. Nulla di te mi basterà mai.**
Ti alzi a sedere e mi volti contro di te. Il tuo cuore rimbomba contro la mia
schiena.
Una tua mano scivola sull'interno delle mie cosce.
Il mio controllo crolla in cenere nel mio petto, le fiamme bruciano più forti.
Ogni mia vergogna mi abbandona mentre cerco di spingermi verso la tua mano. Ma
il tuo braccio mi tiene stretto contro il tuo petto. Premo la testa sulla tua
spalla e gemo i miei desideri contro il tuo collo. La mia anima - prendila.
Salvami. Fammi perdere la ragione.
Ogni mia vergogna mi abbandona mentre lascio che la tua mano apra le mie gambe -
di più - e di più. Tuo, solo tuo. Il mio bacino trema e si tende - sfiorami
anche solo una volta - uccidimi e ridammi la vita. La tua vita.
La nostra vita.
Afferrami e scivolami nella pelle.
Non cerco altro. Non chiedo altro agli dei né a te - te, il mio solo dio di
salvezza.
La tua bocca è calda contro la mia guancia, la tua lingua è bollente sulla mia
pelle. Mi volto per incontrarla - e prendo e mi lascio prendere - calore umido e
impazienza e febbre. Il mondo si contrae in un pugno che preme nel mio stomaco.
Ma il mio spazio è tutto per te - solo per te.
E poi, la tua mano scende su di me.
La mia schiena si tende - un arco verso la fine dell'orizzonte - ma non c'è
fine, perché mi tieni con te. Le tue labbra tengono intrappolate le mie, gemo
nella tua bocca - cerco l'aria che non trovo, e vivo dei tuoi respiri.
So di muovermi contro la tua mano - so della tua pelle calda contro la mia - so
della tua bocca umida - e non so niente altro. Non ricordo nulla. Non c'è altro
da sapere, né da ricordare.
Il ritmo forsennato del mio cuore che mi spinge contro di te - di più - di più
ogni volta. Portami via. Portami con te - ovunque - sempre. Non stancarti - non
fermarti - mai.
Contro di te - su di me - più forte - più veloce.
Entrami sotto la pelle, mescolati al mio sangue, fa pulsare il mio cuore,
conosci la mia frenesia.
Conficcati nella mia anima. Falla ansimare - falla urlare, forte - veloce -
falle gemere il tuo nome. Uniscila alla tua. Fammi essere con te, sempre - fammi
essere.
Ancora - ancora - e il fuoco brucia e divora, grido il tuo nome, mi aggrappo al
tuo braccio, e ricado senza fine.
Precipito, poi scivolo lentamente.
Restano i brividi a scuotermi fra le tue braccia, e le tue labbra che mormorano
sulla mia fronte.
Noi.
Il mio petto è pesante, e il respiro trema ancora.
Noi - sempre. Deve essere così. Sempre.
Battito dopo battito - respiro dopo respiro.
Istante dopo istante - vita dopo vita.
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